Essendosi nutrito per tutta la vita con una dieta a base di ginseng e credendo nelle virtù miracolose di questo tubero, Olisky dovette arrendersi allo sfiorire della sua florida età… e lo omaggiò con tale quadro.

Olinsky, nella sua lunga vita, fu padre anche in età giovane ed in modo accidentale. Nel 1896, mentre trascorreva una breve vacanza presso la dacia di famiglia a Kuzlovo, ebbe una breve e feconda relazione con una matura contadinella di nome Anja. La donna rivelò solo molti anni più tardi l’esistenza del figlio (ormai già arruolato nell’esercito prussiano). Colto da rimorso per non aver goduto tale felicità … dipinse questo tenero quadro.

Nel 1927 Olinsky, nel suo primo soggiorno parigino, frequentò la “maison de la jeunesse” in Rue du Faubourg St. Denis nei pressi della Gare du Nord. Qui conobbe e corteggiò con insistenza imbarazzante Ludmilla Figovna, rampolla di una delle più importanti famiglie della Russia zarista. Timida, riservata, timorata di Dio, ben presto – complice il nostro artista – rivelò le sue doti di amante irrefrenabile. Dopo circa un anno il loro amore finì. Ella trascorse il resto dei suoi giorni come ballerina in uno dei tanti ambigui locali di Montmartre.

Nel 1915, assieme al cugino Boris, Olinsky trascorse un breve periodo a Murnau, tranquilla e ridente stazione termale ai piedi delle Alpi Bavaresi. Qui fece la conoscenza di un personaggio alquanto stravagante: il Professore Elias Versarius, entomologo e psichiatra dilettante. Le sue teorie riguardanti il concetto di “erotismo passivo” dei coleotteri del Gabon impressionarono molto il nostro artista. Olinsky con questo quadro si può dichiarare come il precursore dell’arte astratta del ‘900. Questo quadro fu acquistato dal Professore Versarius per diecimila marchi. 

Astratta o erotica, 1940

Acrilico su tela, 110 x 220 cm

Maison de la jeunesse,  1933

Acrilico su tela,  120 x 140 cm

Padre e figlio,  1900

Olio su tela, 60 x 90 cm

La giovinezza non ha tristezza 1919

Olio su tela 50x50 cm

Olinsky nel 1936 dipinse questo quadro per ricordare un episodio della sua giovinezza legato alla figura del padre con il quale non ebbe un rapporto idilliaco. In tarda adolescenza, infatti, dopo l’ennesimo litigio con il padre tentò la fuga per raggiungere Parigi allora meta della migliori menti d’Europa. Fu trovato dopo qualche settimana a Oktoj, sperduta cittadina tra le impervi gole degli Urali. Il padre lo punì rinchiudendolo nel monastero di Verchorurje. Qui trascorse due anni decorando troike con motivi floreali. Solo in età matura riconobbe la saggezza del genitore e gli dedicò questo “tenero” quadro.

La fuga del figliol prodigo, 1936

Olio su tela, 136 x 103 cm

Ritratto del pittore Kurt Muller nel suo studio berlinese, 1913

Tempera su cartone, 25 x 15 cm

Kurt Muller, pittore espressionista dell’ultima ora è qui ritratto da Olinsky nel 1913 all’interno del suo piccolo, disordinato e sozzo atelier berlinese situato all’ultimo piano di un scuro e fatiscente palazzo al n° 28 di Wilhelm Strasse.  Lo studio consisteva in un piccolo monolocale privo di mobili ma luminoso. Le pareti erano cosparse di innumerevoli e stratificate pennellate multicolori che rendevano l’ambiente alquanto bizzarro. I due artisti si conobbero casualmente in una delle tante birrerie situate nei pressi della porta di Brandeburgo. Quando Olinsky fece visita all’amico per la prima volta, rimase affascinato da questo ambiente e, trovato a terra un coperchio di cartone, in quattro e quattrotto dipinse il ritratto dell’amico. La collocazione di questo piccolo capolavoro è sconosciuta.

Il martirio di Sant’Ubalda, opera giovanile

Olio su tavola 

160x100 cm

Olinsky  fu devoto a questa santa per gran parte della sua lunga vita. Ex prostituta nei bordelli di Cartagine, convertita subì violenza da un gruppo di rozzi portuali. Il senso di colpa e la vergogna la indusse ad automartirizzarsi in un “petit bois” nei pressi di Fontainebleau

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